martedì 29 agosto 2017

Il tuo collo



Mi capita da anni ormai, mi sembra di vedere il tuo collo fra la gente, provo un trasalimento, un brivido, penso "è lui, eccolo", poi salgo su con gli occhi, mi arrampico su quel collo sconosciuto con lo sguardo e poi scopro che no, non sei tu.
Mi è successo in mezzo a mille persone sui marciapiedi, in paesini piccoli in vacanza, sull'autobus, in spiaggia davanti al mare, incrociando una macchina e pensando che alla guida ci fossi tu, che fosse proprio il tuo collo quello che stava dritto sopra al volante.
Un giorno prima aveva la foga del ritrovarsi, un giorno prima conteneva tutta la premura di un nuovo incontro, l'urgenza di una mancanza protratta, sfuggita ad un controllo vacillante e rassegnato.
Un giorno prima era raggiungere il tuo collo e starci, senza rumori intorno, senza nessuno, neanche nei sogni riesco a stare sola con te.
Un giorno prima è la follia di svegliarsi nel buio ed iniziare a mangiare i chilometri per arrivare da te.
Il tuo collo è tana per i miei respiri, spazio per i miei capelli, calore per le mie mani, buca per la mia testa, bersaglio per le mie labbra, custodia per i miei baci.
Il tuo collo mi lascia un profumo addosso che mi impedisce di muovermi per non sciuparlo.
Il tuo collo mi sembra casa, è per questo forse, che me lo invento in mezzo al mondo.

lunedì 28 agosto 2017

E' inutile




Lei gli aveva detto senza averci pensato prima e tutto d'un fiato:"tu mi ami ma non sai amarmi quindi è inutile, io saprei amarti ma non ti amo più quindi è inutile".
Si era alzata dal letto lucida e consapevole, stanca e svuotata, aveva guardato loro due come vedendoli da lontano e si, tanto amore passato e tanto amore presente era diventato inutile.
Se l'amore non si poteva sentire addosso, se non cambiava nulla, se non aveva potenza e forza, se non si allargava ai pensieri, alle ossa, ai fatti di tutti i giorni, se non dava bellezza, se non concedeva tregua nè conforto, se non scaldava e consolava, se non proteggeva e non chiamava, se non reclamava e chiedeva, se non faceva rumore e disordine, se non stringeva le spalle e copriva le ferite, se non si appoggiava e lasciava appoggiare, se non custodiva e sosteneva, era amore inutile.
E lei di questo amore inutile, non sapeva più cosa farsene.

martedì 1 agosto 2017

Le donne a lavoro


Le donne a lavoro sanno tutto una dell'altra, conoscono i suoceri, il saldo in banca, la ricrescita di peli e capelli, i voti dei figli delle altre,i debiti e le fatiche di ogni giorno, le donne a lavoro monitarono gli uomini e scandagliano le colleghe.
Le donne a lavoro sanguinano, hanno mal di testa feroci, pensano a cosa preparare per cena quando arriveranno finalmente a casa, si appartano in un angolo per chiedere al telefono allla baby sitter se la febbre del piccolo è scesa dopo la tachipirina, si tirano il latte nei bagni del personale e lo gettano nel water, tengono nelle borse un calzino della loro bambina, adesivi dei mostri, pezzi di lego, assorbenti interni, rossetti, agende per dimenticarsi qualcosa, le donne a lavoro si guardano e guardano sempre.
Le donne a lavoro non lavorano solamente, ti rimettono a posto un armadio vecchio e gli restituiscono un senso, si affastellano su una porta per decidere se mettere lo stencil di un gattino o di un coniglio e come metterlo per renderlo più gradevole.
Le donne a lavoro misurano taglie e calorie, eventuali deviazioni dalla routine matrimoniale di un'altra, le scarpe con il tacco della più giovane, pensano se possono permettersi ancora quella gonna che l'altra ha messo con tanta leggerezza.
Le donne a lavoro quando è buio d'inverno, verso le 19 ed i figli sono a casa già da quattro ore, hanno una nostalgia che strozza loro il respiro, guardano fuori dalla finestra d'inverno mentre piove, e si stringono dentro al maglione che lasciano appeso al gancio della sala riunioni, per sentirsi un po' a casa anche lì.
Le donne a lavoro si commuovono per la storia raccontata dalla collega, per le vecchie foto che ormai sono vent'anni che lavorate insieme e guarda qui come eri magra e guarda neanche una ruga, ricordi eri fidanzata con quel tipo assurdo?
Le donne a lavoro all'orario di uscita delle scuole, immaginano con limpidezza indicibile, il viso dei loro figli che escono sui gradoni e si guardano intorno e non vedono la loro mamma, poi scrollano la testa e tornano a scrivere una relazione tentando di ricacciare l'immagine e le lacrime .
Le donne arrivano a lavoro, guadagnando pochissimo e spendendo molto di più per far si che altre crescano i loro figli ed aspettano che la baby sitter invii loro delle fotografie mentre i piccoli fanno sport o studiano senza di loro.
Le donne a lavoro, quando hanno un buco chiamano a casa, correggono un tema al volo, o seguono un'addizione e sognano di diventare brave madri e buone professioniste.
Le donne a lavoro si accolgono e si sbranano, come animali selvatici, sanno compiere atti estremi di accudimento e demolizione.
Le donne a lavoro lavorano e si rammaricano per i panni stesi la mattina mentre ora sta diluviando, e porca miseria dovranno ricominciare tutto da capo.
Quando sono a lavoro le donne sono stanche sfinite, si alzano per prime e vanno a letto per ultime ma hanno ancora un'incredibile voglia di occuparsi dei bambini di un'altra più disgraziata di lei ed il senso di colpa le mangia ed il senso di solidarietà le ritira un po' su.
Le donne a lavoro sanno avere una forza impressionante ed una fragilità bambina.
Le donne a lavoro possono stringersi una con l'altra e tentare di combattere qualcosa, oppure mettersi una addosso all'altra e combattere contro loro stesse.
Le donne a lavoro ridono moltissimo, parlano dell'ultimo film visto e del nuovo libro da leggere assolutamente, le donne si criticano, si squadrano, si spronano, si osservano, poi a volte, le donne a lavoro, si arrendono e non hanno nessuna voglia di lottare ancora, perchè ogni problema ed affanno è il loro stesso medesimo, e se si guardassero davvero in faccia, si riconoscerebbero davvero.

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