mercoledì 19 luglio 2017

Cento


Non si vedevano per giorni, le ore correvano e si accumulavano senza di loro.
Non si toccavano, non potevano neanche parlarsi se non con la scrittura.
Erano senza dimensioni, senza spazio, senza tempo, senza luogo.
Poi si vedevano.
Bastava una strada, un pezzo di strada insieme, un incontrarsi improvvisato, sorprendente, un'ora rubata, uno stralcio di minuti ritagliati e strappati dai giorni di sempre.
Iniziavano immediatamente a stare insieme, senza preamboli od impacci.
Riuscivano ad essere loro anche dopo anni di lontananza, non c'erano mai fili da riallacciare, fatiche da compiere, rodaggi.
Era semplicemente l'unica cosa da fare, stare vicini.
Loro erano così, forse molto semplici dentro una situazione complessa, volevano solo stare uno addosso all'altra.
Non avevano bisogno di visitare posti o città, ma riuscivano a mostrarsi i luoghi del cuore, seguendo i racconti dell'infanzia, della loro vita, della loro famiglia.
La spinta che li muoveva ogni volta li portava a tracciare i loro segni e riempirli d'amore.
I segni passati, i segni nuovi.
Si erano persi per anni senza perdersi davvero mai, si erano ritrovati senza potersi ritrovare davvero.
Erano indecentemente potenti e scandalosamente fragili.
Non avrebbero sprecato un minuto di quello che veniva loro concesso, anche potersi dire "buongiorno amore" appariva un lusso insperato, una cosa commovente.
Il tempo passato ad attendere un caffè od a bere un bicchiere d'acqua, era tempo perso, imperdonabile.
A chiunque avessero trovato sul loro singhiozzante e frammentato cammino, avrebbero detto semplicemente:"lasciaci in pace", agli altri intorno avrebbero chiesto:"fateci passare,non facciamo niente di male".
Non li avrebbe capiti nessuno o quasi nessuno, poco importava, a loro restava un sospiro perfettamente sincrono, uno specchio dove stare avvinghiati, una notte in cui la tenerezza l'aveva tenuti svegli, una stella cadente esclusiva, che forse avevano solo immaginato, due zucchine, la pompa dell'acqua, pane e marmellata, le mani sulle mani, il sonno molle e caldo del pomeriggio.
A loro, che concretamente non avevano niente, restava 100, la somma delle loro anime, l'addizione di loro due.

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